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L’Imu nei piccoli Comuni, parliamone

admin
Dicembre10/ 2012

palazzo collice

di Massimo Ferraro*

Mmasciata, fisicamente con incontri pubblici e virtualmente sulle sue pagine, sta offrendo una nuova stagione di confronto sulla cosiddetta cosa pubblica alla quale, da consigliere comunale alla prima esperienza, vorrei contribuire parlando di tasse nei piccoli comuni. diciamolo subito: l’accoppiata offerta dal debutto anticipato dell’Imu e dai tagli compensativi ai bilanci locali relega nella teoria gli “sconti” comunali che avrebbero dovuto attenuare l’impatto della nuova imposta. Questo perché le giunte provano a graduare il carico, limitando quando possibile il rialzo delle aliquote sulle abitazioni principali, rinunciando a qualche decimale da recuperare sulle case vuote e i fabbricati a uso diverso (negozi, capannoni, laboratori, aree fabbricabili e terreni).

I Comuni italiani con l’Imu, soprattutto per quelli che sono alle prese con bilanci poco oculati, fanno i conti in queste settimane con una vera e propria manna. La nuova tassa sugli immobili che ha sostituito l’ICI su prima e seconda casa, si sta sempre più prefigurando come lo strumento principe per fare cassa, a spese dei cittadini. 

Per onor d’informazione, è bene ricordare che le norme introdotte dal governo Monti prevedono, tuttavia, che sulla prima casa l’aliquota base dell’IMU sia del 4 per mille, da poter aumentare o ridurre di un 2 per mille a discrezione del singolo Comune. Sulle seconde, terze e altre case, l’aliquota fissata è invece pari al 7,6 per mille, anch’essa da poter muovere al rialzo o al ribasso di un 3 per mille, sempre a discrezione del singolo ente comunale. Anche nel mio comune si è colta la palla al balzo, l’Amministrazione Comunale di San Pietro in Guarano, nel corso del consiglio comunale dedicato, incurante delle osservazioni mosse dai consiglieri di minoranza del Pd e non solo, ha deciso di elevare le suddette aliquote sfruttando così il massimo consentito. Pertanto, le aliquote per l’applicazione dell’Imposta Municipale Unica sono state così determinate:

– per gli immobili adibiti ad abitazione principale: 0,6% (0,4% +0,2%);

– per gli altri fabbricati ed aree edificabili: 0,8% (0,76%+0,04%). 

E’ bene ricordare, sempre per onor di cronaca e per stroncare sul nascere qualsiasi maldestro tentativo di giocare a “scarica barile”, che le entrate garantite dalle suddette imposte non andranno a rimpinguare, solo ed esclusivamente, le casse dello Stato, anzi, al contrario, avranno principalmente l’effetto di arricchire le casse comunale, impoverendo ulteriormente i cittadini.

D’altra parte, le norme introdotte dal governo Monti sono chiarissime a tal proposito, evidenziando che il gettito derivante dalla nuova imposta, relativo all’abitazione principale, andrà a compensare l’abolizione del rimborso statale che, fino al 2011, è stato erogato in misura pari al minor gettito ICI derivante dagli immobili destinati a prima abitazione. Il gettito derivante dagli altri fabbricati, invece, è di spettanza dello Stato solo per il 50% dell’aliquota di base (0,76%), mentre il restante 50% e la parte in eccedenza allo 0,76% sono di spettanza dell’ente comunale.

Se a tutto questo, si aggiungono l’aumento delle addizionali comunali IRPEF passate dallo 0,5% allo 0,8% si dimostra a mio avviso la mancanza di consapevolezza della crisi economica che stanno vivendo le famiglie. Altro esempio sono i maggiori oneri derivanti dalla raccolta dei rifiuti solidi urbani (RSU) il cui importo è aumentato, rispetto a qualche anno fa, passando dai 398.000,00 del 2009 agli oltre 450.000,00 previsti per il 2012, e pensare che il minor tragitto avrebbe dovuto far diminuire la spesa RSU visto che prima si scaricava a Crotone ora invece si scarica alla zona industriale di Rende.

Detto ciò è facile intuire come le tasche dei cittadini saranno, nei prossimi anni, progressivamente più vuote. Ci si riferisce, da un lato, alla compressione dei costi e delle spese che, al contrario, dalla maggioranza sono state puntualmente e costantemente aumentate e, dall’altro, ad una attenta riqualificazione e valorizzazione del patrimonio comunale alla quale si sta rispondendo con una bieca politica di aste a basso costo (vedi boschi, immobili di proprietà comunale, ecc.).

Viene automatico domandarsi: “E quando non ci sarà più nulla da vendere?” O per meglio dire, visti e considerati gli irrisori importi a base d’asta: “Cosa si farà una volta svenduto e dismesso tutto il patrimonio comunale?”

Come detto sono alla prima esperienza ma, alla luce di quanto detto, so già che per eludere il confronto sul tema di solito si usa la retorica su “quanto ereditato in passato”. La colpa insomma, è sempre degli altri. Tuttavia, anche se ciò fosse vero, mi resterebbe da capire come sia stato possibile aumentare a dismisura ed in cosi pochi anni, la spesa corrente. Mi pare un argomento più da campagna elettorale che da altro, insomma. E invece secondo me va fatto un ragionamento più serio e generale. E’ facile criticare o fare minoranza mi si dirà, vero. Perciò vorrei poter avanzare anche in questa sede alcune proposte che vorrei discutere:

un radicale abbassamento dell’aliquota Imu sulla prima casa e contemporaneamente un aumento dell’imposta per le unità immobiliari sfitte e lasciate volutamente libere, molte nel nostro Comune. Inoltre, l’agevolazione Imu per gli anziani, proprietari di un’abitazione libera non locata ma ricoverati in case di riposo, nonché la riduzione a unità immobiliari concesse dai genitori come abitazione principale ad un parente di primo grado (ad esempio i figli), riduzione per categorie in difficoltà come disoccupati o cassintegrati . Tutte possibilità concesse dalla legge. 

– L’Imu è una cugina stretta di Patrimoniale, beh allora che paghi di più chi ha di più (vedi la vicina Montalto che ha portato la prima Aliquota allo 0,2 e innalzato la seconda allo 0,96). 

In tutto ciò la spesa che mi pare più assurda in bilancio 2012 è la voce “oneri finanziari per assenze dal lavoro degli amministratori” , le riunioni di Giunta, ci costano 6.000,00€, lo ritengo assurdo, com’è possibile giustificare una spesa del genere… com’è possibile non riuscire a fissare le sedute comunali senza che ci si debba assentare dal lavoro ?

Visto che la politica oggi più che mai è chiamata a dare il buon esempio, discutiamone.

 

* consigliere comunale per il Pd nel comune

di San Pietro in Guarano (CS)

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