• giovedì 4 Giugno 2020

Centro rifiuti, Donnici merita di sapere

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Novembre04/ 2013

donnici protesta

di Michele Presta

Nulla di chiaro ma i lavori continuano. Donnici vuole rimanere l’oasi del vino buono e non ci sta a ritrovarsi con una struttura di raccolta rifiuti senza prima conoscere a fondo il progetto. Al centro delle polemiche e delle paure di questi giorni infatti, un centro di raccolta rifiuti comunale che potrebbe cambiare la sua alta vocazione naturale, anche se allo stesso tempo potrebbe rivelarsi il centro di un ciclo virtuoso di riciclaggio, al pari delle grandi città italiane. Fine gennaio è il termine ultimo per il completamento dei lavori; i tempi sono brevi e resta da capire quale sarà lo scenario che potrebbe diventare realtà da qui a poco.

I fatti. Correva l’anno 2009 e la giunta guidata dall’allora sindaco di Cosenza Salvatore Perugini, con delibera n.258 dell’ottobre 2009 avviava la richiesta di finanziamento per la costruzione di un Centro di Raccolta Urbana. Finanziamento accolto e fondi Por Calabria Fesr 2007-2013 destinati alla costruzione del centro pronti per essere utilizzati. A causa di problemi legati al sito dove doveva sorgere il centro, i lavori non sono però mai cominciati. A riaprire la procedura è stata la giunta guidata da Mario Occhiuto non appena ottenuta l‘approvazione di una variante dalla Regione.

Avviati i lavori, a fine ottobre del 2013, i cittadini hanno accolto la notizia con spirito tutt‘altro che accomodante. Delle quattro isole ecologiche previste per la città di Cosenza (il sindaco Occhiuto in un’intervista al quotidiano della Calabria ne ha annunciato una a via Popilia) al momento il finanziamento è stato previsto solo per quella ubicata a Donnici, che non ci sta a diventare la pattumiera della città e che si sta auto organizzando attraverso incontri molto partecipati. Le ragioni avanzate dagli appartenenti al comitato, del quale fa parte attiva anche il parroco del paese, sono di natura ambientale e sanitaria. Ambientale in quanto il sito dovrebbe sorgere in una zona ritenuta ad alto rischio di disastro idrogeologico; con una falda acquifera nei pressi del sito (accertamento in corso); vicino ad un fiume (accertato come torrente); il sito, nel quale già sorge un campo comunale e il canile sanitario, è stato già luogo di una violenta alluvione nel 1959. Gli ingressi della struttura sono stati previsti in zone critiche per la viabilità del posto.

Delle due l’una. E’ indubbio che della realizzazione di un’effettiva e funzionante isola ecologica che, per come ha rassicurato il primo cittadino, non accoglierà il cosiddetto umido né attività di stoccaggio e movimentazione dei rifiuti, potrebbe giovarne l’intero territorio. Esaminando il dlgs 08/04/2008 è infatti possibile notare come attraverso un puntuale e preciso meccanismo di raccolta sia possibile ottenere una buona serie di benefici per tutto il territorio e delle ricadute economiche positive per i conferenti . Ma, sempre esaminando lo stesso testo, possiamo però trovare alcuni punti critici rispetto alla realizzazione del progetto di Donnici. Su tutti, il punto che sull’ubicazione del centro di raccolta recita “Il centro di raccolta deve essere localizzato in aree servite dalla rete viaria di scorrimento urbano per facilitare l’accesso degli utenti” . Il sito di Albicello non ha sicuramente queste caratteristiche, né potrà averle in un futuro immediato. Dal punto di vista dell’impatto ambientale è la stessa relazione tecnica del comune di Cosenza ad essere chiara in proposito: “Gli elementi fondamentali, aventi come fine la protezione della salute pubblica sono essenzialmente da condurre esclusivamente ad un’attenta gestione dell’impianto”.

CENTRO COMUNALE DI RACCOLTA DI COSENZA DONNICI – il progetto

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Nei cittadini c’è comunque il timore di trovarsi davanti a qualcosa di opaco, proprio perché il territorio in questi anni non è mai stato interpellato. A rafforzare questa impressione nei giorni seguenti all‘apertura del cantiere è arrivato lo stupore che si è letto in faccia ai consiglieri comunali della zona che, sebbene non freschi di elezione, hanno dichiarato di essere, al pari degli abitanti, praticamente estranei al progetto. La cosa non poteva che alimentare il consueto ping pong di responsabilità e pareri discordanti nella politica locale. Il comitato di cittadini ha perciò chiesto e ottenuto di incontrare il primo cittadino Occhiuto, chiedendo anche la possibilità di visionare gli atti. Richiesta inoltrata che seguirà iter burocratico stabilito dalla legge. L’idea sarebbe quella di un ricorso al Tar che, se accolto, porterebbe alla sospensione dei lavori. All’interno del comitato vi è anche una parte di cittadinanza favorevole a forme di protesta più estreme, anche se ovviamente pacifiche.

Giovedì alle ore 16 e 30 è prevista una fiaccolata che da corso Mazzini dovrebbe portare i manifestanti su piazza dei Bruzi nella speranza di avere pubblica udienza e discussione con i vertici comunali, con delucidazioni sullo stato dell’arte dei lavori. Le riunioni sono quotidiane e questa settimana ha comunque tutta l‘impressione di essere decisiva. Se a valere saranno le ragioni del comitato, certamente si dovrà trovare un modo alternativo per affrontare l’annosa questione dei rifiuti; se le ragioni dell’amministrazione comunale bruzia sarà inderogabile invece, occorrerà un’attenta vigilanza e un tavolo di discussione continuo e produttivo.

La tutela della salute e dell’ambiente dal punto di vista giuridico sono interessi diffusi, dovrebbero essere condivisi con il territorio e perseguiti indipendentemente dall’appartenenza politica.

 

CENTRO COMUNALE DI RACCOLTA DI COSENZA DONNICI – le tabelle

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CENTRO COMUNALE DI RACCOLTA DI COSENZA DONNICI: scarica tutti i documenti

relazione

 

 

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