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Donnici in piazza: giù le mani dall’isola del vino!

admin
Novembre07/ 2013

di Paolo Vigna

Una giornata a suo modo storica, un borgo intero manifesta nel cuore della città perché vuole rimanere la collina del vino buono e non diventare la collina dei rifiuti. “Nessuno è venuto ad incontrarci, visto che Maimetto non va alla montagna la montagna è venuta da Maometto“. Il ritrovo è a piazza 11 settembre, alle 17 sono poco più di 300 a radunarsi, un’ora dopo a piazza dei Bruzi, davanti la casa comunale, saranno quasi il triplo a chiedere di essere ascoltati. Molte famiglie con bambini al seguito, anche una discreta solidarietà dagli attivisti storici della città. Una finestra del palazzo municipale si apre timida, ma nessuno scende ad incontrare i manifestanti che scandiscono con chiarezza il loro no al progetto di un centro per la raccolta dei rifiuti e pongono una serie di domande agli amministratori.

Il mormorio della piazza era stato interrotto da una portavoce del “Comitato per la difesa del Territorio di Donnici” la quale, alle 16 e 50, dava il via alla manifestazione spiegando i motivi di questa protesta. E’ stato distribuito e letto al microfono un volantino riassuntivo delle loro ragioni, eccone riassunto il testo:

 – La Giunta Comunale, ha approvato i lavori in C/da Albicello (frazione di Donnici), per la costruzione di un’isola ecologica;

  – Tutte le procedure sono state attivate senza alcuna informazione preventiva e senza il coinvolgimento della popolazione di Donnici (e non solo) che si trova, ad oggi, davanti al fatto compiuto;

 – L’impianto ambientale della cosiddetta “Isola Ecologica” comporterà possibili conseguenze negative, in quanto la stessa diverrà il centro nevralgico di raccolta di tutta la Città di Cosenza provocando, di conseguenza, una gestione poco ordinata del traffico e degli spazi;

 – La gestione e manutenzione di questo sito sarà nelle mani dei privati i quali, da sempre, si sono mostrati poco attenti alla salvaguardia del bene comune.

      Poi il popolo si è messo in marcia, alla sua testa i bambini e gli striscioni. Nessun vessillo politico ma molti striscioni e cartelloni

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colorati. Il parroco del paese è fin dall’inizio schierato con le ragioni di chi lotta. Don Tommaso Scicchitano sorride, twitta “è festa di facce pulite contro lo sporco“, scatta foto e manifesta vicino ai bambini, affidandoci le sue preoccupazioni:  “Non c’è stata trasparenza nella realizzazione di questo sito. Ci siamo ritrovati con le ruspe all’opera senza sapere il perché o il per cosa! Se fosse stata fatta più chiarezza, i cittadini di Donnici avrebbero potuto contribuire con le loro idee, ad un progetto comune”. Il giovane pastore diventa parte del gregge e senza volontà di guidarlo dimostra di conoscere quei pascoli: “La zona non è stata sottoposta a controlli nonostante è ben nota l’alluvione del ’59 dove i danni ammontarono ad oltre 6 miliardi di lire! E inoltre, il sito è situato vicino ad un torrente, e il rischio idrogeologico è troppo alto.”

DONNICI SCENDE IN PIAZZA: LE FOTO

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Un cartellone ricorda quello che è successo nella “terra dei fuochi” campana, chiedendosi se Donnici debba fare la stessa fine. Ad inizio manifestazione si è vista anche una bandiera No Tav a supportare chi lotta contro l’usurpazione e la distruzione dell’ambiente, ma per ora il dibattito sul presidio ai cantieri è rimandato.

L’arrivo a piazza dei Bruzi, intorno alle 18, è scandito dalla sempre attuale “Il ragazzo della via Gluck” di Adriano Celentano, ma ad attendere gli inquilini della casa comunale non sono le canzoni e l’allegria del corteo, bensì fischi e cori contro, senza se e senza ma, la costruzione di questo centro di raccolta di rifiuti. Al primo cittadino sono state rivolte alcune domande e proposte alcune idee, sperando che qualcuno gliele recapiti.

     Gli abitanti di Donnici si schierano inoltre, affianco ad un’idea diversa di sviluppo; chiedono che i fondi europei vengano destinati non a centri di raccolta dei rifiuti, ma allo sviluppo delle imprese agroalimentari . Il vino di Donnici, dice un rappresentante dell’unione dei produttori, se si procede verso questo fronte “non sarà più DOP, ma Prodotto da una zona dove vengono raccolti i rifiuti”.

Si chiude con una sorta di girotondo, due signore in stretto dialetto si chiedono perché questo discorso sia partito dal 2009 senza che nessuno ne sapesse niente. Sono stati tutti zitti e solo ora che sono arrivate le ruspe hanno iniziato tutti a far uscire la voce”, le risponde la vicina.

Lunedì alle 18 a Donnici nuova assemblea di popolo.

 

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