• venerdì 18 ottobre 2019

REFERENDUM | Retrospettiva di un cronista dalla fine dell’impero

Michele Presta
Michele Presta
dicembre04/ 2016

Quando si segue una campagna elettorale in Calabria per motivi di cronaca giornalistica bisogna tenere in considerazione una variabile temporale fondamentale: l’orario che solitamente si mette sulla locandina è quello in cui l’ospite atteso atterra all’aeroporto. Nell’ultimo mese, giovani (Maria Elena Boschi) e meno giovani (Paolo Cirino Pomicino) hanno fatto visita qui, nella terra dei due mari, parlandone con distacco e in alcuni casi anche con desolazione. Però, indipendentemente dalla scelta finale, quello del referendum è anche un «voto per il futuro dei calabresi». Come sempre.

Alessandro Pace è uno dei più noti costituzionalisti italiani. Docente e presidente del Comitato per il No, arriva al palazzo del governo provinciale di Cosenza con un faldone che a fatica riesce a trasportare. «Due dichiarazioni per la stampa?» Sguardo profondo, casino insopportabile, apre una porta, poi un’altra. Siamo nel bagno del palazzo provinciale «Bene, vede questo Parlamento…».

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Cirino Pomicino in campagna elettorale a Cosenza

C’è un odore che è tipico, quello dei vecchi. (Per chi ama il cinema ricorderà ne “La Grande bellezza” la scena di Jep Gambardella che confessa di preferirlo all’odore della fessa). Quello è l’odore di Paolo Cirino Pomicino. Perché è tutto un gioco di profumi, tipo quello del teatro de l’Acquario che lo accoglie. Merita una doppia menzione perché riceve l’accoglienza più bella. Sul lungo telo bianco una diapositiva, la prima pagina de il Manifesto dal titolo “Non moriremo tutti democristiani”.

«Oh tu che ne sai, ma Casini per che vota?» Panico tra i cronisti. Il referendum riesuma PierFendi Casini, l’incarnazione della vanità. Rilascia per ben cinque volte una dichiarazione al tiggì regionale, che lo trasmetterà poi al nazionale (È la Rai bellezza!). Nonostante il buon ritardo, fa un lungo tour del palazzo provinciale, poi si ferma e chiede «si può avere un tè?» Panico nell’ufficio presidenziale. La probabilità di una richiesta del genere è pari a quella di vincere 106 milioni di euro a Vibo Valentia. Ma tant’è, arriverà anche il tè con il ritardo dovuto (È la politica bellezza!).

Città blindata. Arriva Maria Elena Boschi. Tailleur nero, camicia di seta bianca. Bene, subito le informazioni che più vi interessavano. Scoop: la ministra ha mangiato un panino con la mortadella. In realtà la cosa su cui c’è poco da scherzare è che la ministra non si è concessa a nessuno. Giornalisti intendo, e della sua apparizione in Calabria rimane la cronaca del lungo comizio che ha tenuto e il video dei giornalisti bloccati alla porta (VEDI QUI).

Sapete con chi sarebbe bello andare al cinema? Con Gianni Cuperlo. A parte l’analisi della vittoria di Donald Trump spiegata con l’ultimo film di Ken Loach e il paragone con alcuni film neo-realisti italiani, l’intervento di Cuperlo a Cosenza è stato uno di quelli appassionati di sinistra. Com’è fatto un vero uomo di sinistra? C’era in platea per Gianni. Allora: sciarpa rossa di lana, un grande libro sulla gamba sinistra, il quotidiano nazionale e regionale sulla destra, un cappello di quelli retrò sempre in testa anche dentro. Applausi dosati. L’anziano signore si è visibilmente commosso quando Cuperlo ha focalizzato la sua attenzione sui diritti da tutelare.  Della riforma costituzionale non fa proprio cenno. Un dubbio mi viene. Voterà No?

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Maria Elena Boschi all’Auditorium Guarasci di Cosenza

Il solitario Alfredo D’Attorre arriva nella Yaris di un ragazzo che ne ha curato l’incontro a Cosenza. In concomitanza c’è Franco Marini. Lui non demorde 101 iniziative in difesa della Costituzione, mica bruscoletti. Faccia triste, quasi colpevole, finisce giusto in tempo per l’ora della pizza. «Margherita compagni?»

Una cosa che ha spiazzato davvero tutti è la sicurezza con cui il socialista Riccardo Nencini asserisce che con la riforma costituzionale sarà finalmente introdotta la parità di genere in Costituzione. È l’unico che usa questo argomento e presto detto, lo sconfessa la docente Anna Falcone su Rai News. Lui ne è convinto, gli altri un po’ meno.

Luciano Violante. Dell’incontro a Rende gli vanno dati due meriti. Nel primo riesce a non consumare la batteria dello smartphone nel corso dell’estenuante intervento del docente Renato Rolli. Nel secondo riesce a prendere sul serio un gruppo di ragazzi che percorrono a piedi l’Italia per spiegare ai cittadini le ragioni del Sì. Chi lo avrebbe mai detto

In generale sapete cos’è davvero mancato in questa campagna elettorale per il referendum? Un testo della Costituzione. Si quel libricino di carta dove sono scritti tutti gli articoli. Sarebbe stato bello vederlo, magari anche vedere le edizioni diverse, posato sul tavolo a favore dei fotografi.

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Le foto le vedete qui per gentile concessione di Federico Treggiari

Michele Presta
Michele Presta

Dei mitici anni 90 ho poco,anzi niente. Studio giurisprudenza. Rincorro notizie.Twitto in maniera compulsiva. Un pochino di carta stampata e tanto web. Mi incuriosiscono le etichette dei vini. Odio la macchina al punto che ascolto IsoRadio anche quando devo andare al bar a bere un caffè. TW@michelepresta

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